I metalli, impossibile farne senza

Jacopo Simonetta durante uno dei laboratori di Verso la Transizione

Jacopo Simonetta durante uno dei laboratori di Verso la Transizione

Il primo fu probabilmente il rame, intorno 6-4 mila anni a.C., facile da trovare e con un punto di fusione relativamente basso. Da quel momento la storia dell’Umanità è stata sempre legata all’uso dei metalli da cui oggi, a ben guardare, siamo completamente dipendenti. Nell’epoca contemporanea, dal più piccolo oggetto alle più grandi costruzioni, fino alla tecnologia e ai macchinari stessi utilizzati per estrarli e lavorarli, i minerali e i metalli sono diventati indispensabili.

Ne abbiamo parlato a Villa Le Pianore l’8 novembre scorso, durante l’iniziativa Verso la Transizione. Assente per un contrattempo improvviso Ugo Bardi, docente all’Università di Firenze e vero esperto in materia, Jacopo Simonetta lo ha sostituito con successo, presentando Il picco di tutto, un suo intervento corredato da slides, che ha catturato l’interesse della platea intorno ad un tema centrale: occorre sempre più energia per ricavare i metalli e gli idrocarburi, due elementi che sono alla base della nostra vita quotidiana e del sistema di produzione attuale. Cosa accadrà quando questo processo non sarà più conveniente economicamente?

Sappiamo che l’attività estrattiva e tutte le altre correlate, spesso provocano devastazione nell’ambiente circostante, come è accaduto il 5 novembre scorso in Brasile, dove due dighe contenenti fanghi di miniera sono crollate. La marea tossica ha provocato vittime e dispersi e dopo due settimane è arrivata all’Oceano Atlantico, distruggendo il territorio e la fauna.

Meno conosciuto è il fatto che per continuare ad utilizzare le fonti fossili di energia (quindi anche il petrolio)… è necessaria sempre più energia, a causa dell’esaurimento delle risorse più facilmente accessibili, con il conseguente aumento dei costi e dell’entità degli interventi necessari per l’approvigionamento. Ecco dunque alcuni dei concetti che Jacopo Simonetta ha introdotto durante la sua conferenza:

Il Picco. Le risorse energetiche naturali non sono infinite ma diminuiscono nel tempo. Il picco del consumo avviene fra la metà e i due terzi della quantità disponibile consumata e di solito corrisponde al massimo della produzione e della disponibilità. Poi inizia la discesa, necessaria, anche dei consumi.

Jacopo Simonetta, grafico 1. Che cosa è il Picco?

Jacopo Simonetta, grafico 1. Che cosa è il Picco?

Ma quando finirà, ad esempio, il petrolio? A questo proposito, può essere utile notare che le compagnie petrolifere non fanno fatica a sostenere l’imminente esaurimento dei giacimenti. Estrarre l’oro nero diventa sempre più difficile e perciò si utilizzano tecniche che fanno aumentare i costi di produzione, come il fracking per triturare le rocce impregnate di idrocarburi,  fino a non poter ripagare più gli investimenti necessari. Se la compagnia britannica BP ha calcolato con precisione ancora 53,3 anni di estrazione, l’italiana Eni fa questa previsione: “A livello mondiale, le riserve finora accertate si esauriranno tra circa 52 anni, se saranno mantenuti invariati gli attuali consumi annuali”. (Da eniscuola.net. Dati Eni, World Oil & Gas Review 2014).

Il discorso è molto complesso e comprende la geopolitica, l’economia e la finanza. Vale la pena fissare alcuni punti, utili anche a comprendere gli attuali scenari di terrorismo e di guerra:

  • Oggi si assiste ad una sovraproduzione di greggio, ad un prezzo troppo basso per essere remunerativo a lungo termine, soprattutto per lo shale oil, ottenuto dalla frantumazione delle rocce di scisto
  • Il maggiore produttore con questa tecnica sono gli Stati Uniti, dove si parla già di una possibile bolla finanziaria legata agli investimenti degli anni passati, mentre nel 2015 è previsto un calo di un milione di barili al giorno
  • Le maggiori riserve di petrolio si trovano in aree politicamente instabili come il Medio Oriente, dove la produzione è inferiore alla disponibilità

L’indice Eroei. Per produrre energia occorre energia. Il rapporto tra queste due grandezze, fornisce l’indice EROI o EROEI che misura il Ritorno Energetico Netto di tutto il sistema, l’energy return on energy invested. Inevitabilmente arriva il momento in cui questo rapporto non è più conveniente.

di Daniela Francesconi

Ecco nel video l’intero intervento di Jacopo Simonetta a Verso la Transizione e nella sezione Documenti il file pdf scaricabile

Il Picco di tutto

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