Quando un Open Space.. tira l’altro

Open Space Technology, l'assemblea per definire gli argomenti dei vari tavoli di lavoro

Open Space Technology, l’assemblea per definire gli argomenti dei vari tavoli di discussione

Libero, aperto e ben partecipato. Sette giorni fa si è svolto l’Open Space di Verso la Transizione ed è stata “una prima volta” che ha trovato un suo naturale svolgimento, portando quasi trenta persone a discutere per un’intera giornata. Molti i temi che sono stati affrontati durante questo spazio di discussione, lavorando in gruppi durante le due sessioni mattina/pomeriggio. Agricoltura locale, comunicazione, economia circolare, progetti, bioregionalismo: sono alcuni degli spunti principali intorno ai quali i gruppi di lavoro si sono divisi nelle salette del Patronato Inac messe a disposizione dalla Cia di Viareggio.

L’interesse diffuso dei partecipanti e trasversale a tutti i diversi tavoli, è stato quello di condividere idee e esperienze, nell’ottica di proporre percorsi comuni che vedano un numero sempre maggiore di persone attivamente impegnate nel cambiamento. Le priorità individuate per il territorio di riferimento, la Versilia, seppur non sia stato redatto un documento di sintesi fra i lavori dei singoli gruppi, sono la produzione di cibo, il recupero di terreni e spazi pubblici, le nuove opportunità di lavoro che si creano nell’economia circolare, la necessità di informare e comunicare, di condividere i progetti all’interno e all’esterno del gruppo di lavoro più assiduo.

Open Space Technology, gli appunti dei gruppi di lavoro

Open Space Technology, gli appunti dei gruppi di lavoro

Sullo sfondo, la questione del metodo per discutere, interagire, prendere le decisioni, accogliere le persone nuove interessate a partecipare alle attività. Questo argomento sarà affrontato in un altro appuntamento da convocare a breve, seguendo ancora la linea dell’Open Space Technology e le interessanti riflessioni scaturite dall’incontro (virtuale) con il facilitatore Massimo D’Alessandro, avvenuto l’11 dicembre scorso.

Il materiale utile a comprendere il metodo Open Space è caricato nella sezione Documenti del blog: Harrison Owen, Breve guida all’uso dell’Open Space Technology; La saggezza del gruppo, dispensa scritta da Massimo D’Alessandro per gli allievi dei corsi Cesvot; le Note di D’Alessandro sul collegamento dell’11 dicembre.

I gruppi di lavoro intanto produrranno un report sintetico sul dibattito che si è sviluppato intorno a ciascun tema, in modo che questo materiale rimanga a disposizione di tutti i vecchi e nuovi partecipanti. Dopo l’individuazione delle parole comuni, poi, molti sentono l’urgenza di passare ai fatti sia per armonizzare le esperienze già in atto, sia per proporne di nuove e incisive a livello territoriale.

Open Space Technology, un altro momento dell'assemblea

Open Space Technology, un altro momento dell’assemblea

Il percorso scelto dal gruppo, vedrà dunque un nuovo Open Space dedicato alla definizione di alcune semplici regole per agevolare la discussione e l’assunzione di decisioni, anche operative. La data del prossimo incontro sarà decisa a breve, sulla base anche della disponibilità di spazi, cercati innanzitutto fra quelli già utilizzati dalle associazioni i cui membri partecipano agli incontri.

Come ormai d’abitudine, domenica 10 gennaio, ognuno ha portato le proprie stoviglie essenziali e qualcosa da mangiare, in gran parte cibo vegano e vegetariano. La serie di incontri di Verso la Transizione fin qui realizzati, dimostra la facilità con cui è possibile rinunciare all’usa e getta, riducendo alla fonte la produzione di rifiuti. Un’opportunità che dovrebbe essere sperimentata anche su larga scala per ogni tipo di eventi, compresi quelli pubblici. Se il Carnevale Rifiuti Zero, ad esempio, non è ancora all’ordine del giorno, la cittadinanza invece, mediamente, si mostra sensibile ai temi della conservazione dell’ambiente. E quando le comunità, attraverso azioni e scelte concrete, riescono a diminuire l’impronta ecologica dello stile di vita personale e collettivo, intorno a questo nuovo Valore si riorganizza un circolo virtuoso economico e sociale.

Uno strumento che Verso la Transizione intende utilizzare per costruire una vera e propria rete, è la scheda della collaborazione, una sorta di questionario ragionato sui bisogni e le offerte che ciascun partecipante alle iniziative, o i gruppi e le associazioni nella loro interezza, vorranno condividere con gli altri. La scheda, che sarà diffusa nelle prossime settimane, dovrebbe poter rispondere all’esigenza di far incontrare le necessità, per trovare le risposte, le soluzioni, i punti di integrazione fra i diversi soggetti.

Open Space Technology, un tavolo di discussione

Open Space Technology, un tavolo di discussione

Le iniziative di Verso la Transizione sono aperte a tutti e, normalmente, sono gratuite. L’esistenza di un percorso già avviato non deve impedire l’arrivo di nuove persone, anzi. Lo spazio di discussione che si apre seguendo i semplici passaggi suggeriti dalla tecnica Open Space, risulta inclusivo e basato sull’interesse che ciascuno ha per i vari temi, con la massima libertà anche di spostarsi da un tavolo ad un altro quando si considerasse concluso il proprio apporto ad un argomento.

di Daniela Francesconi

La sostenibilità nel piatto. Perché le feste siano davvero “buone”

L'alimentazione sostenibile, serata a tema con cena vegana

L’alimentazione sostenibile, serata a tema con cena vegana

Cosa fa più Natale dei tortellini in brodo e degli arrosti? La tradizione vuole che la famiglia italiana si riunisca a tavola per le festività intorno ai migliori tagli di manzo, a cotechini, capponi e agnelli, cucinati secondo le gustose ricette tramandate in ogni regione. Ma dai tempi in cui mangiare carne era un vero lusso e il grasso era indispensabile per non morire di freddo, sono cambiate molte cose.

E’ successo che gli animali sono diventati fabbriche di cibo, stipati in allevamenti intensivi dove conta soltanto la produttività che deve assicurare quantitativi standard a basso costo. Il film documentario Cowspiracy – The Sustainability Secret (La cospirazione delle vacche. Il segreto della sostenibilità), mostra la realtà di questa vera e propria industria e le conseguenze che ha in termini di deforestazione, produzione di gas serra e molto altro, insieme alla riluttanza del mondo ambientalista ad affrontare l’argomento.

Per rifletterere sull’impatto che questo sistema dell’alimentazione umana ha sull’ambiente, Verso la Transizione organizza una visione collettiva del film il 17 dicembre alle 18.15 all’interno dei locali dell’Agristorante la Ficaia a Massarosa.

Alle 20, per restare in tema, il locale propone una cena vegana con cibo coltivato e cucinato dalle contadine dell’associazione Donne in Campo di Cia Versilia. (Prenotazione necessaria a agristorantelaficaia@gmail.com)

Vasco Merciadri, vegano, omeopata e medico di Igiene e Medicina Preventiva. Foto: Assovegan

Vasco Merciadri, vegano, omeopata e medico di Igiene e Medicina Preventiva. Foto: Assovegan

A seguire, incontro-dibattito con il dottor Vasco Merciadri, “vegetariano da trent’anni e vegano da quattro”, coordinatore del comitato scientifico Assovegan. Merciadri è medico specializzato in Igiene e Medicina Preventiva ed è esperto di omeopatia, medicina naturale e iridologia. Nel suo blog holos si trovano molte informazioni sull’attività di divulgatore che svolge in incontri e seminari, come pure l’interessante riflessione scientifica che caratterizza il suo percorso umano e professionale. (vedi il saggio Ecocidio).

Il 17 dicembre, dunque, sarà una serata a tema Vegan, capace sicuramente di informare e far riflettere, ma anche – chi lo sa – di far cambiare i menu natalizi di qualcuno. E sarà anche l’occasione per uno scambio di auguri fra i partecipanti.

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Cowspiracy, “Il film che le organizzazioni ambientaliste non vogliono farci vedere”. Così è stato presentato il lungometraggio, prodotto e diretto nel 2014 dagli statunitensi Kip Andersen e Keegan Kuhn che hanno interpellato nomi noti come Greenpeace, Sierra Club, Surfrider Foundation e Rainforest Action Network. Il tour italiano del film è partito l’ottobre scorso grazie all’associazione Essere Animali.

di Daniela Francesconi