Cresce il numero di persone coinvolte in Verso la Transizione. Le riflessioni di due partecipanti

L'incontro-dibattito col dottor Vasco Merciadri durante la serata sull'alimentazione sostenibile alla Ficaia

L’incontro-dibattito col dottor Vasco Merciadri durante la serata sull’alimentazione sostenibile alla Ficaia

“La serata di ieri è stata per me un avvenimento straordinario, che mi ha fornito nuovi stimoli sulla strada del veganismo, della compassione per gli altri animali, di una più attiva partecipazione alle attività in difesa della Terra”. Sono queste le belle impressioni che un partecipante alla serata del 17 dicembre alla Ficaia sull’alimentazione sostenibile ha voluto affidare ad una mail. Gennaro Guida, giunto all’Agristorante di Massarosa con suo fratello per vedere il film documentario Cowspiracy, si è poi trattenuto a cena e all’incontro dibattito col dottor Vasco Merciadri. Come lui, circa settanta persone hanno preso parte all’iniziativa che si è rivelata interessante e partecipata oltre le aspettative.

Questo è il video dell’intervento del dottor Vasco Merciadri

Roberta, Andrea, Enrico e Gianluca alla cena vegana alla Ficaia il 18 dicembre

Roberta, Andrea, Enrico e Gianluca alla cena vegana alla Ficaia il 17 dicembre

Dopo la visione del film documentario sul sistema industriale di produzione del cibo destinato all’alimentazione umana, direttamente o indirettamente tramite l’allevamento animale intensivo, l’Agristorante La Ficaia di Massarosa, ha messo in tavola le specialità a base di verdure coltivate e cucinate dalle agricoltrici dell’associazione Donne in Campo della Cia. I nuovi gestori del locale riservano una particolare attenzione anche alla riduzione dei rifiuti: bandite le stoviglie di plastica, vengono usate solo quelle normali lavabili o in Mater-Bi e una compostiera in giardino assorbe gli avanzi organici, trasformandoli in compost buono per i campi.

Dopo cena, l’incontro col medico vegano Vasco Merciadri non ha mancato di suscitare un bel dibattito e un’ampia serie di riflessioni. Una di queste, è stata scritta – a distanza – da un partecipante all’evento di Villa Le Pianore del 7 e 8 novembre, che segue i nostri aggiornamenti dall’Emilia Romagna. Francesco Selis, sul suo blog, traccia un bilancio dell’anno che sta per finire, caratterizzato da “due importanti incontri, capaci più di ogni altra cosa di modificare la mia conoscenza e coscienza sull’allarme ambientale: il film Cowspiracy e Verso la Transizione“. Naturalmente queste parole sono un motivo di orgoglio per tutti coloro che si sono impegnati nell’organizzazione e nella riuscita del primo evento transizionista versiliese. Francesco scrive:

“Mi piace segnalare come il film Cowspiracy sia stato l’oggetto di una proiezione pubblica, destinata ai partecipanti del convegno Verso la Transizione, chiudendo in qualche modo quel cerchio che mi sembrava restare aperto all’inizio della mia partecipazione”.

Ma come nasce l’adesione di Francesco all’evento che ha aperto questa nuova stagione versiliese di riflessione e intervento di tanti cittadini e associazioni sul tema della sostenibilità ambientale?

Sapendo che il mio amico Massimo Gay (che qualcuno ricorderà  mio compagno di cammino la scorsa estate) era fra i principali organizzatori di un convegno di due giorni a Camaiore, nella sua Versilia, l’iscrizione mi è sembrata irrinunciabile, sapendo fra l’altro di poter contare sulla sua ospitalità. Sono andato al convegno con una buona dose di scetticismo, prevedendo di dover ascoltare cose lette e rilette e che, nella loro molteplicità, non recepiscono l’appello chiaro e univoco degli autori di Cowspiracy a concentrare gli sforzi sul problema dominante, cioè la produzione e il consumo sostenibile, dunque vegetale, del cibo. Ero anzi orientato a stare sulla difensiva, per minimizzare il mio coinvolgimento in tavoli di lavoro e promesse di impegno futuro.

E’ andata molto diversamente: lo spirito tangibilmente sincero e positivo impresso all’incontro mi ha ben presto conquistato. E mi sono ritrovato, cosa rara per la mia timidezza, a dire la mia con disinvoltura in alcuni dei sottogruppi in cui, di volta in volta, i circa settanta partecipanti venivano smistati e coinvolti, con moderne tecniche di socializzazione e ad ascoltare con grande interesse gli interventi degli ospiti a ranghi riuniti.

Gli argomenti trattati sono stati moltissimi, ma le eredità più immediate sono state per me la conoscenza della società Retenergie, in cui ho poi investito un po’ di risparmi; quella dei relativi cugini di E’ nostra, che sta diventando ora il mio fornitore di energia elettrica al posto dell’Enel e infine – e soprattutto – l’acquisizione su basi scientifiche del quadro della situazione mondiale delle risorse, illustrato da Jacopo Simonetta (che ha sostituito all’ultimo momento Ugo Bardi).

Dell’intervento di Jacopo Simonetta, Francesco Selis segnala la scheda sul rapporto tra l’indice Eroei e l’energia netta. Un’immagine che gli è rimasta impressa “come massima sintesi di quello che ho appreso in quei due giorni”.

eroeiSenza le opportune premesse risulta oscura, ma la cosa importante è quella linea rossa, che indica la quantità di energia a disposizione pro-capite nel tempo, ed è destinata a precipitare (!) nei prossimi due decenni.
Difficile immaginare gli sconvolgimenti sociali, politici e di stile di vita di un evento del genere quando, prima ancora che il cambiamento climatico porti le sue conseguenze più drammatiche, ci verranno a mancare gran parte dei prodotti che siamo abituati e spinti a consumare e, fra questi, anche quelli alimentari.

Cresce così il numero delle persone che trovano spunti di interesse nelle iniziative promosse da Verso la Transizione, ciascuno con la propria specificità e il proprio livello di coinvolgimento nel gruppo di lavoro. Per mettere a punto l’organizzazione e per rendere sempre più efficace il dibattito fra quanti vogliono impegnarsi in iniziative comuni, annunciamo sin da ora un nuovo appuntamento importante che si svolgerà nell’anno nuovo. Durante l’incontro dell’11 dicembre con il facilitatore Massimo D’Alessandro che si è svolto a SmartCO2, è stato deciso di organizzare un Open Space il 10 gennaio prossimo. Chi vuole partecipare, resti sintonizzato sul nostro blog e sulla pagina Facebook, oppure può contattarci tramite la mail versolatransizione@gmail.com.

di Daniela Francesconi

 

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I metalli, impossibile farne senza

Jacopo Simonetta durante uno dei laboratori di Verso la Transizione

Jacopo Simonetta durante uno dei laboratori di Verso la Transizione

Il primo fu probabilmente il rame, intorno 6-4 mila anni a.C., facile da trovare e con un punto di fusione relativamente basso. Da quel momento la storia dell’Umanità è stata sempre legata all’uso dei metalli da cui oggi, a ben guardare, siamo completamente dipendenti. Nell’epoca contemporanea, dal più piccolo oggetto alle più grandi costruzioni, fino alla tecnologia e ai macchinari stessi utilizzati per estrarli e lavorarli, i minerali e i metalli sono diventati indispensabili.

Ne abbiamo parlato a Villa Le Pianore l’8 novembre scorso, durante l’iniziativa Verso la Transizione. Assente per un contrattempo improvviso Ugo Bardi, docente all’Università di Firenze e vero esperto in materia, Jacopo Simonetta lo ha sostituito con successo, presentando Il picco di tutto, un suo intervento corredato da slides, che ha catturato l’interesse della platea intorno ad un tema centrale: occorre sempre più energia per ricavare i metalli e gli idrocarburi, due elementi che sono alla base della nostra vita quotidiana e del sistema di produzione attuale. Cosa accadrà quando questo processo non sarà più conveniente economicamente?

Sappiamo che l’attività estrattiva e tutte le altre correlate, spesso provocano devastazione nell’ambiente circostante, come è accaduto il 5 novembre scorso in Brasile, dove due dighe contenenti fanghi di miniera sono crollate. La marea tossica ha provocato vittime e dispersi e dopo due settimane è arrivata all’Oceano Atlantico, distruggendo il territorio e la fauna.

Meno conosciuto è il fatto che per continuare ad utilizzare le fonti fossili di energia (quindi anche il petrolio)… è necessaria sempre più energia, a causa dell’esaurimento delle risorse più facilmente accessibili, con il conseguente aumento dei costi e dell’entità degli interventi necessari per l’approvigionamento. Ecco dunque alcuni dei concetti che Jacopo Simonetta ha introdotto durante la sua conferenza:

Il Picco. Le risorse energetiche naturali non sono infinite ma diminuiscono nel tempo. Il picco del consumo avviene fra la metà e i due terzi della quantità disponibile consumata e di solito corrisponde al massimo della produzione e della disponibilità. Poi inizia la discesa, necessaria, anche dei consumi.

Jacopo Simonetta, grafico 1. Che cosa è il Picco?

Jacopo Simonetta, grafico 1. Che cosa è il Picco?

Ma quando finirà, ad esempio, il petrolio? A questo proposito, può essere utile notare che le compagnie petrolifere non fanno fatica a sostenere l’imminente esaurimento dei giacimenti. Estrarre l’oro nero diventa sempre più difficile e perciò si utilizzano tecniche che fanno aumentare i costi di produzione, come il fracking per triturare le rocce impregnate di idrocarburi,  fino a non poter ripagare più gli investimenti necessari. Se la compagnia britannica BP ha calcolato con precisione ancora 53,3 anni di estrazione, l’italiana Eni fa questa previsione: “A livello mondiale, le riserve finora accertate si esauriranno tra circa 52 anni, se saranno mantenuti invariati gli attuali consumi annuali”. (Da eniscuola.net. Dati Eni, World Oil & Gas Review 2014).

Il discorso è molto complesso e comprende la geopolitica, l’economia e la finanza. Vale la pena fissare alcuni punti, utili anche a comprendere gli attuali scenari di terrorismo e di guerra:

  • Oggi si assiste ad una sovraproduzione di greggio, ad un prezzo troppo basso per essere remunerativo a lungo termine, soprattutto per lo shale oil, ottenuto dalla frantumazione delle rocce di scisto
  • Il maggiore produttore con questa tecnica sono gli Stati Uniti, dove si parla già di una possibile bolla finanziaria legata agli investimenti degli anni passati, mentre nel 2015 è previsto un calo di un milione di barili al giorno
  • Le maggiori riserve di petrolio si trovano in aree politicamente instabili come il Medio Oriente, dove la produzione è inferiore alla disponibilità

L’indice Eroei. Per produrre energia occorre energia. Il rapporto tra queste due grandezze, fornisce l’indice EROI o EROEI che misura il Ritorno Energetico Netto di tutto il sistema, l’energy return on energy invested. Inevitabilmente arriva il momento in cui questo rapporto non è più conveniente.

di Daniela Francesconi

Ecco nel video l’intero intervento di Jacopo Simonetta a Verso la Transizione e nella sezione Documenti il file pdf scaricabile

Il Picco di tutto